PINO - VITA ACCIDENTALE DI UN ANARCHICO

A 50 ANNI DALLA SUA MORTE, UN DOCUMENTARIO RIPERCORRE LA VITA DI GIUSEPPE PINELLI, ATTRAVERSO LO SGUARDO DELLE FIGLIE CLAUDIA E SILVIA

Era la notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 quando il ferroviere, anarchico e partigiano Giuseppe Pinelli, detto “Pino”, moriva a 41 anni precipitando da una finestra della questura di Milano, dove era trattenuto per accertamenti dopo l’esplosione della bomba alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano: ora il documentario va alla scoperta dell’uomo, del marito e del padre, con le sue idee, le sue passioni, i suoi affetti partendo proprio da quel fatidico 1969 e arrivando fino al 2009, quando il Presidente Giorgio Napolitano lo definì “la diciottesima vittima della strage di Piazza Fontana”.

A 50 anni dalla morte, la storia di Giuseppe Pinelli viene raccontata in modo inedito dalle figlie Claudia e Silvia attraverso un documentario animato: “Pino, vita accidentale di un anarchico”, con la regia di Claudia Cipriano. L'obiettivo è entrare gradualmente in una storia complessa e intricata, per quanto già conosciuta e raccontata in molte testimonianze, libri e opere teatrali, fra cui quella celebre di Dario Fo, “Morte accidentale di un anarchico”: man mano che le due bambine crescono, aumenta anche il loro livello di consapevolezza, s’infittisce il quadro delle informazioni, si articola il discorso politico e il contesto storico: le contestazioni a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, la “strategia della tensione”, l’Europa divisa in due blocchi. Elementi essenziali per comprendere come una storia apparentemente piccola sia diventata parte della Storia del Paese.

 

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