“Orwell 2.0”: l’inedito docu-film sulla vita e il pensiero del visionario autore di “1984”.

A 70 danni dalla scomparsa del visionario autore di “1984” un film documentario inedito dimostra l’attualità del suo pensiero su temi come privacy, comunicazione di massa, controllo dell’individuo e sviluppo tecnologico.

Con le testimonianze del figlio adottivo Richard Horatio Blair, Elena Russo Arman nei panni della prima moglie Eileen O’Shaughnessy, Antonio Scurati, Tommaso Pincio, Filippo La Porta, Bernardo Valli,
Michael Attenborough, David John Taylor

Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato”.

1984”, George Orwell 

A 70 anni dalla scomparsa di George Orwell, il suo pensiero visionario e distopico è ancora attualissimo nel dibattito pubblico su temi come privacy, controllo e comunicazione di massa, conflitto tra individuo e società, sviluppo tecnologico e utilizzo del linguaggio. La straordinaria capacità di analisi e la vita del celebre autore di “1984” e “La fattoria degli animali” sono al centro di “Orwell 2.0 – Il lato oscuro del progresso”, esclusivo film documentario in onda sabato 28 novembre alle ore 21.10 in prima visione tv su laF (Sky 135, on Demand su Sky e su Sky Go).

Realizzato da 3D Produzioni ed EFFE TV per laF, il documentario ripercorre le tappe biografiche e le opere più importanti del grande giornalista e scrittore britannico, offrendo anche un inedito spaccato privato della sua vita e della sua eclettica personalità, grazie all’attrice Elena Russo Arman, che interpreta la prima moglie Eileen O’Shaughnessy, e alla testimonianza del loro figlio adottivo Richard Horatio Blair. Arricchiscono la narrazione numerosi contributi di critici letterari, scrittori, filosofi, politologi, funzionari di intelligence ed esperti di privacy e cyber-sicurezza, come Antonio Scurati, Tommaso Pincio, Filippo La Porta, Bernardo Valli, Michael Attenborough, il suo biografo David John Taylor, Carola Frediani, Walter Quattrociocchi, Danilo Benedetti e i suoi traduttori italiani, Stefano Manferlotti e Nicola Gardini.

L’interrogazione sul potere, la spersonalizzazione e l’omologazione degli individui, il controllo e la privacy, la sorveglianza, l’onnipresenza delle telecamere, il furto dei dati, l’impoverimento e la distorsione del linguaggio, ossia il bispensiero, come grande questione politica: il mondo distopico che Orwell ha immaginato 70 anni fa in “1984ha anticipato molti problemi del nostro presente; non a caso il romanzo, uno dei più importanti del Novecento, torna regolarmente nelle classifiche di vendita: nel 2000 con la nascita del Grande Fratello, nel 2013 dopo lo scandalo delle rivelazioni di Edward Snowden sulle intercettazioni della Agenzia Nazionale della Sicurezza americana, nel 2017 dopo l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, mentre l’attuale pandemia e il lockdown hanno riportato di nuovo al centro del dibattito il termine “orwelliano”.

Eric Arthur Blair, questo il suo vero nome, scrisse il romanzo con protagonista Winston Smith nella sperduta isola di Jura nelle Ebridi, dove andò a viverci minato dalla tubercolosi col figlio Richard e dopo aver perso Eileen nel 1945. “Era un padre molto umano, era felice di farmi il bagno, cambiarmi, darmi da mangiare. La gente pensava fosse austero e poco divertente, in realtà era il contrario: mio padre era un uomo estremamente complesso, e molto amorevole. Io, il figlio ordinario di un uomo straordinario, in termini di intelletto, di enorme potere di osservazione, di chiarezza di pensiero”. Così lo descrive Richard, che aggiunge: “Aveva la capacità di discutere, non accettava ciò che leggeva o vedeva senza fare domande. Voleva capire le ragioni per cui le cose accadevano”. 

1984” venne alla luce 6 mesi prima della morte di Orwell, avvenuta il 21 gennaio 1950, lasciando in eredità in tutte le sue opere la critica verso il totalitarismo e il sopruso politico, come il nazifascismo, il comunismo sovietico, il franchismo, il colonialismo britannico, tanto da essere definito il maggior scrittore politico del Novecento.

Dopo “Freud 2.0 – Il destino di un pensiero che ha cambiato il mondo” e “Rodari 2.0 – Spazio alla parola”, 3D Produzioni e EFFE TV per laF concludono così con “Orwell 2.0 – Il lato oscuro del progresso” la trilogia di documentari che ripercorrono figure straordinarie che hanno tracciato e segnato la nostra cultura e che vivono ancora nel nostro immaginario. 

Orwell 2.0 – Il lato oscuro del progresso”, regia di Anna Migotto e Sabina Bologna, scritto da Anna Migotto, una co-produzione EFFE TV con 3D Produzioni.