“È in gioco l’avvenire”: Fondazione Giangiacomo Feltrinelli per il 25 aprile

È in gioco l’avvenire. 1945 – 2020: le voci della Resistenza, le parole per la Ricostruzione è l’iniziativa digitale di Fondazione Giangiacomo Feltrinelli per il 25 aprile 2020.

Reading e interventi di voci dal mondo della cultura, della politica, del lavoro, riflettono sul senso che il 75esimo anniversario del giorno della Liberazione oggi può avere in chiave di ricostruzione, per immaginare la ripartenza. È in gioco l’avvenire entra così nel palinsesto digitale di Fondazione #FuorileIdee, lanciato poche settimane fa, che propone appuntamenti per ogni giorno della settimana, si arricchisce di nuove rubriche per immaginare il dopo, grazie anche ai contributi del network di ricerca e di tutti coloro che in questi anni hanno frequentato lo spazio di Viale Pasubio.

È in gioco l’avvenire è la frase con cui Ferruccio Parri chiude il suo discorso letto in apertura dei lavori della Consulta il 26 settembre 1945. Questo testo, insieme a una lettera di Leone Ginzburg alla moglie Natalia, sono gli scritti tratti dal proprio Patrimonio che Fondazione ha scelto come spunto da cui partire per riflettere sul senso del ricostruire, in questa giornata. Le voci coinvolte del mondo della politica, delle istituzioni, del lavoro e dell’Università raccontano, evocando le parole di Ferruccio Parri, il senso di questo importante anniversario oggi, su ciò che serve per ricostruire, quali le idee.

Il 25 aprile a partire dalle ore 9.30 sulla pagina Facebook della Fondazione sarà trasmesso È in gioco l’avvenire, con i saluti istituzionali del Presiedente, Carlo Feltrinelli, di seguito il Direttore di Fondazione, Massimiliano Tarantino, che dà voce al senso di questa giornata di anniversario dei 75 anni dalla Liberazione, e invita a riflettere su ciò che sarà necessario per “il giorno dopo”, per ricostruire. Parri infatti, nel suo discorso, celebra il giorno dopo, tempo in cui bisogna ricostruire, ricominciare con ottimismo verso il futuro, parole oggi più che mai attuali. Il Presidente Onorario di Fondazione, Salvatore Veca ricorda le parole che Leone Ginzburg scrisse in una lettera alla moglie Natalia all’inizio del 1944 e ci dà uno spunto di riflessione forse più intimo e personale del senso della lotta per la libertà.

Molti sono i volti che Fondazione ha coinvolto per raccontare ognuno il proprio senso di ricostruzione in questa data particolare, a partire dalle parole di Parri: la storica Silvia Gribaudi, Pierfrancesco Majorino (Europarlamentare), Marco Omizzolo, sociologo e ricercatore Eurispes, lo scrittore e insegnante Marco Balzano, e l’autrice del romanzo La Linea del Colore (Bompiani ed.) Igiaba Scego.

 

Contestualmente, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli presenta, in occasione del 25 aprile, l’ebook, “È in gioco l’avvenire” con scritti di Ferruccio Parri e prefazione di Silvia Gribaudi, Filippo Focardi e Gabriella Fittipaldi.

Collana Utopie, volume gratuito

Scheda ebook

È il 26 settembre del 1945 quando il Presidente del Consiglio Ferruccio Parri interviene all’apertura dei lavori della Consulta. Sono passati cinque mesi dalla Liberazione e tre mesi sono trascorsi da quando l’azionista Parri si è insediato alla testa di un governo di unità nazionale appoggiato da tutti i partiti del CLN. L’intera Italia partigiana e antifascista si è riconosciuta nel suo leader più prestigioso e carismatico, il comandante Maurizio – questo il nome di battaglia di Parri durante la Resistenza – con la speranza di uscire presto dall’abisso in cui il paese è stato sprofondato dalla guerra di Mussolini. Tante, dunque, le aspettative per la ripresa economica e per la rinascita democratica dopo gli anni bui della dittatura fascista. Ma l’Italia è ancora in mezzo al guado. Gli effetti della guerra restano drammaticamente sotto gli occhi di tutti e Parri non esita a riconoscerli: manca il lavoro, manca il carbone, mancano i vestiti e il pane. La scuola e le strade, ferrovie e la giustizia, i ponti e la sanità pubblica sono da ricostruire.

Il discorso di Parri, a pochi mesi dal 25 aprile, mette in luce la portata “gigantesca” della posta in gioco. Parole che risuonano settantacinque anni più tardi, in occasione di una festa della Liberazione che ci chiede, di nuovo, di pensare alla ripartenza del Paese nel pieno della crisi sanitaria, sociale ed economica che noi tutti stiamo vivendo.

Tre voci introducono il testo di Parri: la storica Gabriella Gribaudi che riflettere sulla condizione psicologica dei reduci; il professore di storia contemporanea Filippo Focardi, che allarga il campo al contesto internazionale in cui – oggi come allora – si gioca la partitica; la studiosa di mutamento sociale e politico Raffaella Fittipaldi che ci ricorda il ruolo dei partiti e della buona politica per il governo democratico e inclusivo della ricostruzione. 

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