“7,7 miliardi: come si vive sulla Terra?” il giornalista e naturalista Chris Packham indaga sul futuro del nostro abitare

Il giornalista e naturalista Chris Packham indaga sul futuro del nostro abitare la Terra, tra la crescita esponenziale della popolazione, l’enorme pressione  sulle risorse del pianeta e la necessità di ripensare la vita nelle megalopoli.

Oggi siamo più di 7,7 miliardi: qual è l’impatto che la nostra popolazione ha sulla Terra? Cosa succederà se la crescita demografica continuerà ad aumentare fino a raggiungere il traguardo dei 10 miliardi di persone nel 2050 come ha pronosticato l’ONU?”. Queste alcune delle domande cruciali sul futuro dell’umanità e del nostro abitare la terra, domande sempre più urgenti e attuali che il giornalista e naturalista Chris Packam si pone in “7.7 miliardi: come si vive sulla Terra?”, documentario prodotto dalla BBC in onda in prima tv su laF (Sky135) giovedì 4 giugno 2020 alle ore 21.10, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Nominato nel 2018 Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico per la sua attività a favore della conservazione della natura, Chris Packham parte per un viaggio attraverso il mondo per indagare l’impatto che la crescita esponenziale della popolazione ha sulla Terra, i conflitti del presente e le prospettive per la società futura, incontrando esperti illustri, fra cui una delle persone che da sempre lo ha ispirato: Sir David Attenborough, celebre divulgatore scientifico e Membro dell’Ordine dei Compagni d’Onore e dell’Ordine al Merito del Regno Unito.

Ci diciamo quanto la deforestazione sia terribile ma poi ci chiediamo perché? La motivazione è che la popolazione mondiale è cresciuta in modo sconvolgente negli ultimi 20, 30 anni e le persone spendono molti soldi per essere nutrite. Tutti devono mangiare, così come tutti devono avere figli, è uno dei diritti più preziosi che le persone hanno. È una necessità profondamente legata alla nostra personalità, alla nostra anima”. Così Attenborough pone l’attenzione su un conflitto etico: il diritto di avere un figlio e l’impatto della crescita demografica sulla biodiversità; a partire dal XIX secolo si è infatti assistito al più rapido aumento demografico della nostra specie, con una popolazione mondiale che dal 1960 a oggi è più che raddoppiata, passando da 3 a quasi 8 miliardi di persone.

La costante crescita demografica, derivata anche dall’allungamento della speranza di vita, si manifesta nell’enorme pressione sulle risorse, sempre più evidente nelle megalopoli come New York, Tokyo, Lima e Mumbai, che entro il 2050 ospiteranno il 70% delle persone e dove si accentuano sempre di più le disparità sociali: in uno scenario futuro la ricchezza potrebbe essere determinata dalla possibilità di accedere a elementi fondamentali per l’esistenza umana, come l’acqua. A San Paolo, ad esempio, 22 milioni di abitanti da quasi un decennio sono vittime di una grave crisi idrogeologica che causa lunghi periodi di siccità che limitano l’accesso all’acqua potabile pubblica. è quindi necessario ripensare la vita in questi grandi agglomerati urbani.

Il problema dell’accesso alle risorse primarie e il divario sociale emergono in evidenza anche in Nigeria, nell’Africa subsahariana: nella periferia di Lagos, città che nel 1970 non superava i 2 milioni di abitanti e 40 anni dopo ospita una popolazione decuplicata e prossima ai 20 milioni di persone, su un antico villaggio di pescatori è sorto un dedalo di palafitte edificate su cumuli di spazzatura galleggiante in cui vivono quasi 2 milioni di persone in condizioni igienico-sanitarie precarie, senza possibilità di coltivare o raccogliere legna.

Packham esplora alcune possibili soluzioni studiate sinora, come la coltivazione intensiva in ambiente controllato. “L’evoluzione tecnologica ha dimostrato di portare con sé un grande potenziale: è possibile coltivare aglio, coriandolo, erba cipollina, insalata in vecchi rifugi anti-bombardamento a centinaia di metri sottoterra. Ma basterà questo miracolo di bioingegneria a una società basata sul capitalismo?” La soluzione principale resta comunque insita nell’essere umano stesso: “Siamo una specie straordinariamente adattabile, intraprendente, intelligente, non abbiamo pari, che proprio nelle difficoltà trova forza per ideare nuove soluzioni. Si spera che le nuove generazioni siano in grado di cogliere ciò che di buono abbiamo fatto sinora, migliorarlo e portarlo avanti”.

L’appuntamento con “7.7 miliardi: come si vive sulla terra?” è per giovedì 4 giugno 2020 dalle ore 17.40 in esclusiva su laF (Sky 135) e disponibile anche on demand su Sky e Sky Go.

7.7 miliardi: come si vive sulla terra?”, 50’, 2019, UK