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TORNA IL GIORNALISMO ITINERANTE DI GAD LERNER: SEI APPUNTAMENTI PER RACCONTARE IL NUOVO SIGNIFICATO DELLE PAROLE CONFINE, DIRITTO, IDENTITÀ. OGNI SETTIMANA, UN FILM IN PRIMA SERATA, E UN REPORTAGE DALLE FRONTIERE DI UN MONDO CHE CAMBIA.

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Lì, in quel Paese di bambini, dove l'età media è di 15 anni, è in corso un vero e proprio boom demografico: una moltiplicazione delle nascite senza precedenti con un tasso di fecondità di 6,2 figli per donna e una presenza di ultrasessantenni attorno al 3%. Un boom demografico frutto non solo di un aumento delle nascite ma anche di un calo della mortalità infantile derivata dai successi nella lotta contro la malaria e l'Aids. Il calo della mortalità infantile è ovviamente un progresso ma dove ci porterà la moltiplicazione abnorme del numero dei viventi? Questa vitalità, motore dei flussi migratori dall’Africa verso l’Europa, è destinata a salvare il mondo o a travolgerci? É la domanda che ci si pone dall'altra parte del mare, dall'Italia, la penisola dai capelli bianchi dove l'età media è 45 anni e il tasso di fecondità di 1,36 figli per donna.

Il viaggio di Fischia il Vento, per scoprire cosa ci riserva il futuro di un Paese di bambini, parte dalla sovrappolata capitale Kampala e continua verso gli altipiani del nord dove si registra il record mondiale di incremento della popolazione. Le politiche di pianificazione familiare promosse dal governo per il controllo delle nascite incontrano le maggiori resistenze culturali nelle realtà rurali dove un gran numero di figli si traduce, oltre che in manodopera a disposizione, in un aumento del prestigio sociale. Una tradizione antica difficile da sradicare anche se la diffusione del benessere e della scolarizzazione incomincia a mostrare i vantaggi di una famiglia meno numerosa.

Ce lo confermano gli abitanti del villaggio di Amukugundu, nei pressi di Aber, in cui "alle donne non è possibile rifiutarsi di fare figli perché, per loro, è stato pagato il prezzo della sposa prima del matrimonio". Molte, di nascosto dai mariti, ricorrono alla contraccezione e, seppur lentamente, sempre più donne sono consapevoli del peso dell'investimento sui figli e quindi impongono un tetto al numero di gravidanze. "Anche se non lavora, una donna, pur vivendo in un villaggio, dovrebbe essere in grado di decidere quale famiglia vuole e quale vuole che sia il livello di benessere. Io so quanti figli voglio: quelli a cui posso garantire una vita molto facile". E' il caso di Junis, una donna emancipata che lavora all’ospedale St. Mary di Lacor, vicino alla città di Gulu, una realtà d’eccellenza nata dall'idea del medico Piero Corti e di sua moglie Lucille e fondata sul lavoro di medici italiani e di missionari comboniani. Uno di loro lo ha costruito materialmente. Si chiama Elio Croce, testimone coraggioso degli anni terribili della dittatura di Idi Amin e della guerra civile. Un ospedale cattolico come si regola di fronte al problema del controllo delle nascite? "Predica l'astinenza e la fedeltà più che l'utilizzo dei moderni contraccettivi come il preservativo che- racconta Thomas Molteni, direttore amministrativo della struttura- ha un costo elevato e in molti non possono permetterselo".
Le immagini che in Uganda rappresentano una realtà concreta vengono spiegate, a parole, da Massimo Livi Bacci, uno dei più noti demografi italiani, autore de “Il pianeta stretto" in cui studia un mondo passato in due secoli da un miliardo a 7 miliardi di abitanti, che nel 2038 saliranno a 9.
Infatti, è l'Africa subsahariana, che raddoppia in una sola generazione i suoi figli, l’epicentro di questa trasformazione. "Sicuramente- ha confermato Livi Bacci- la popolazione dell'Africa subsahariana raddoppierà nei prossimi 30 anni pur nell'ipotesi di un controllo delle nascite".
E proprio il controllo delle nascite è la politica su cui si stanno concentrando gli sforzi del Ministero della Sanità ugandese. Placid Mihayo del dipartimento di salute riproduttiva spiega la necessità di ridurre il tasso di crescita della popolazione, attualmente attorno al 3.2, uno tra i più alti del mondo.

"Un tasso di crescita che impedisce le condizioni per lo sviluppo e permette il mantenimento di un alto numero di persone a carico": una sessualità irresponsabile rischia infatti di pregiudicare una crescita economica promettente impedendo all’Uganda di vincere la sfida alla povertà.
Come raccontano i medici del Cuamm- Medici italiani con l'Africa- del Pope John's Hospital di Aber, un'altra sfida attuale è la riduzione del numero delle gravidanze precoci, mamme poco più che bambine che restano incinta a 13 anni e si sposano lasciando la scuola. Per questo il governo, come ha raccontanto la direttrice della scuola primaria Amati “sta incoraggiando la presenza di donne nel corpo docente delle scuole, per mostrare alle giovani donne un'alternativa valida e concreta al matrimonio come unica forma di collocazione sociale".

Massimo Livi Bacci ci accompagna poi in una riflessione sull'Uomo Nuovo, frutto dell'incontro dei flussi migratori in un'Europa che perde il suo primato economico e demografico. Un Uomo Nuovo che cambia colore come cambiano colore le scuole in Italia. Benedetta Tobagi è andata nel quartiere del Carmine di Brescia dove, alla primaria Manzoni, i bambini stranieri figli di immigrati sono ormai la maggioranza.

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    • Cous Cous

      Io faccio il mio lavoro, sono 35 anni che lavoro, nel sale, lì, tra il mare e il cantiere.

      Slimane Beiji
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    Where are you

    Dallo scatto del fotografo Massino Sestini, un progetto per rintracciare i migranti che sono riusciti ad andare avanti dopo essere stati soccorsi durante l’Operazione Mare Nostrum nelle acque del Mar Mediterraneo. Per raccontarne le storie di vita, oltre l’emergenza.

    Nel giugno del 2014, Massimo Sestini ha potuto documentare l’Operazione Mare Nostrum da un osservatorio privilegiato: la Fregata Bergamini della Marina Militare Italiana. Il fotografo riesce a riprendere il momento di sorpresa, sollievo e gioia quando tutti, dalla barca, guardano in alto verso di lui. La foto del barcone viene selezionata da Time tra le migliori 10 foto del 2014, vince un Word Press Photo, Il reportage fatto sulla Bergamini è diventato un film fotografico, ideato da Gabriella Guido e Rosalba Ferba, con testi di Erri De Luca e musiche di Giovanni Luisi. In concomitanza con la realizzazione del video nasce Where Are You?, un progetto concepito con l’ambizione di riuscire a coinvolgere tutte le persone ritrovate, e aiutarle a comporre e creare tasselli ancora mancanti alle loro vite. Maggiori informazioni sul progetto su http://www.massimosestini.it/wru.html

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